Insegnare l'inglese in giappone è difficile. Ci sono molti motivi per cui è difficile, ma per ora mi concentro su uno.
Sappiamo tutti che le lingue si imparano meglio (e molto più velocemente) quando si è ancora bambini. Quindi si direbbe che insegnare l'inglese nella scuola elementare sia una buona mossa, no?
No.
O meglio: sarebbe. Purtroppo l'inglese nelle scuole elementari è ancora solo una "mezza-materia" - visto che non esiste curriculum nazionale e gli insengnanti non hanno bisogno di qualifiche. E fidatevi, non ne hanno. A quanto pare, dall'anno prossimo l'inglese diventerà una materia a piena regola, con tanto di libro di testo. Bene.
Però c'è ancora un grande ostacolo per l'apprendimento dell'inglese nel giappone.
Il giapponese.
Ho notato questa settimana che i ragazzi del primo anno copiavano la mia pronuncia molto bene - molto meglio dei ragazzi più vecchi. Ora, il mio accento Londinese è uno dei più facili in assoluto da capire nella sfera anglofona, e sono attento a suonare bene tutte le sillabe così i ragazzi capiscono com'è composta la parola.
Però esistono ancora problemi gravi di pronuncia. Prendiamo "sister", che significa "sorella". Di solito i miei ragazzi lo pronunciano "shisutaa", ben lontano da una pronuncia tantomento adeguata. Dopo un paio di tentativi, i ragazzi del primo anno iniziano a dirlo molto bene - mentre i ragazzi più vecchi continuano a dire "shisutaa".
Il problema, come ho detto, è la lingua giapponese. Le differenze maggiori fra l'inglese e il giapponese sono che il giapponese contiene nemmeno un quarto dei suoni presenti in inglese, e che il giapponese è basato interamente sulle sillabe. Quindi in un certo senso le due lingue sono "incompatibili".
I bambini imparano il giapponese sin dal primo anno di scuola. Imparano a scrivere - prima in hiragana, il sistema di scrittura basato sulle sillabe. Poi apprendono il katakana, sistema simile usato principalmente per le parole straniere. E poi iniziano ad imparare i kanji, i caratteri cinesi. Quindi già dalla scuola elementare i bambini devono apprendere ben tre diversi sistemi di scrittura. E devono imparare almeno 2000 kanji prima di lasciare la scuola d'obbligo!
Quindi, il primo problema? Non imparano la scrittura romana, il romaji. L'alfabeto, insomma. Non è previsto nel curriculum. Quindi è inutile che scriva sulla lavagna, tanto non lo sanno leggere.
Quindi, come si può insegnare una lingua straniera? Eccoci arrivati al secondo problema.
Il giapponese ha troppo pochi suoni in confronto alla vasta maggiorità delle altre lingue nel mondo. Questo vuol dire che quando insegno l'inglese, i ragazzi sentono suoni che non hanno mai sentito/pronunciato prima d'ora. Sicuramente sapete pure voi quant'è difficile pronunciare perfettamente una parola francese o tedesca. Però con un pochettino di pratica ce la potete fare, o almeno dire bene la parola sbagliando l'accento.
Ora vi faccio un esempio. In questo momento sto urlando. Se volessi scriverlo, metterei per esempio "HUAAAAAAARGHHHHAIAIAIAUUUU!"
E questo sarebbe solo approssimativo, non rappresenta neanche vicinamente ciò che ho veramente gridato. Ovviamente non potrei mai scrivere perfettamente il suono d'un grido, ma almeno posso approssimarlo. Sono sicuro che voi non l'avete neanche letto alla lettera, e che nel vostro cervello state pensando a un suono molto diverso da ciò che ho emanato io.
Rivelazione: un giapponese non avrebbe probabilmente mai urlato in quel modo. Perchè? Perchè è riservato? No - perchè non potrebbe mai scriverlo.
Il giapponese contiene un numero molto grande di onomatopeie, ovvero parole che provengono da un suono. per esempio, per loro "battito cardiaco" è "dokidoki", letteralmente il suono che fa un cuore che batte. E per ogni cosa, esiste solo un suono. In pratica, dalla bocca d'un giapponese sentirai dire solo quello che potrà scrivere, ovvero non userà suoni non presenti nella lingua giapponese. Un grido di sorpresa è sempre "heeeeeee", un riso è sempre "ahaha", un attimo di esitazione è sempre "eto..."
Avete capito il problema, quindi? L'inglese contiene tantissimi suoni non presenti nella lingua giapponese, suoni che i ragazzi non conoscono, e che quindi non riescono a capire. E siccome non sono mai stimolati a produrre suoni strani, a stento riusciranno a provarci.
Quindi. Sono in una lezione. La maestra m'indica di pronunciare una parola. Lo faccio, e i ragazzi non ci capiscono niente ("heeeeee?" per l'appunto). La maestra quindi offre di scrivere la parola sulla lavagna. Faccio io, scrivo sulla lavagna, magari aggiungedoci l'alfabeto fonetico.
Macchè! I ragazzi non sanno leggere la scrittura romana! Quindi? Scriviamolo in giapponese. Ma... un momento! Non avevo appena detto che la ragione per cui i ragazzi hanno una pronuncia pessima è proprio perchè il giapponese non contiene abbastanza suoni? Eccoci quindi ad un dilemma: la maestra scrive un'approssimazione della pronuncia sulla lavagna in katakana, l'alfabeto fonetico. "Sister" quindi diventa "shisutaa", e più vicino di così non si può scrivere. Io ripeto correttamente "sister". La maestra, quindi ripete dopo di me, facendo vedere la lavagna: "shisutaa". E per loro va bene così: è quello che c'è scritto sulla lavagna, e siccome non sono abituati ai suoni inglesi, per loro è la stessa cosa - proprio come l'eterna lotta fra "l" e "r".
Per me è assolutamente ridicolo che provano ad insegnare l'inglese senza prima insegnare l'alfabeto. È assolutamente impossibile imparare l'inglese senza abituarsi a un sistema totalmente diverso di pensare. L'hiragana è solo una sequenza di sillabe che non mutano mai, il romaji è una serie di lettere che in certe combinazioni creano suoni. Non si può imparare l'inglese usando un sistema sillabico, è assurdo!
Solo una delle mie scuole (medie) ha allegramente detto "fanculo" alla mentalità "basta insegnare solo quello dettato dal curriculum", e infatti costringe ai studenti di imparare anche l'alfabeto fonetico - una mossa intelligente e necessaria. Ma siccome sono i ragazzi piccoli che imparano velocemente, è già troppo tardi.
Se il giappone non vuole diventare completamente scollegato dal mondo internazionale, i suoi cittadini devono imparare meglio l'inglese. E spetta solo al governo decidere di insegnarlo meglio nelle scuole elementari. Fino ad allora, il giappone resterà una nazione tagliata fuori dal mondo, contenta di vivere nella sua bolla protettiva della fantasia.
E in basso alle classifiche asiatiche sull'uso dell'inglese.


mi inchino a lei per il post.
Lol, ottimo post. Però mi chiedo... è più difficile imparare l'inglese essendo giapponese, oppure imparare il giapponese essendo $europeo? ;)
Chiaramente imparare il giapponese. La fonetica infatti è quasi identica all'italiano, e anche se l'ordine sintattico della lingua è diversa, secondo me la cosa più difficile è imparare i kanji - il che non è assolutamente necessario al 100%.
"Ora, il mio accento Londinese [...]"
Ok, va bene tutto, ma questi poveracci bisogna pure capirli: tu parli loro in Cockney e pretendi che afferrino tutto al volo. Non c'è da sorprendersi che replichino solo con "heeeee" :P
A parte gli scherzi, il problema non è da poco: pensa cosa succederebbe se alle nostre scuole medie (io penso all'Italia e quindi il ROTFL è automatico, ma spingiamoci a pensare all'Europa in generale) si cominciasse a insegnare il giapponese, tra l'altro non con un insegnante bilingue ma attraverso una sorta di interprete (perdonami per il paragone ma non so il tuo livello di giapponese, e da quanto ho letto almeno un insegnante indigeno c'è sempre, in classe). Non riuscirei a immaginare che casino si creerebbe :)
Invece con una lingua come l'inglese non abbiamo ostacoli insormontabili, se proprio ti va di sfiga ti ritrovi un insegnante non di madrelingua ma si suppone che abbia un minimo di competenza nella lingua; del resto le spiegazioni possono essere anche date in italiano, e l'alfabeto è lo stesso, anche se i set di fonemi sono uguali solo in parte. Insomma, più o meno si comunica.
Indubbiamente le situazioni sono poco paragonabili :D comunque è interessante sapere come un problema del genere viene affrontato in Giappone: mi sarei aspettato comunque che la prima parte del programma d'inglese fosse dedicata interamente all'apprendimento dell'alfabeto latino, magari usato dapprima per traslitterare parole giapponesi: infatti se non ricordo male esistono degli standard di conversione tra Romaji e Hiragana, non sarebbe male applicarli per casi come questo.
Ecco. In Europa non succederebbe mai una cosa del genere: insegnanti senza qualificazioni non possono assolutamente insegnare nelle scuole. Qui invece, pare non essere un problema.
E si, ci sono standard per la romanizazzione. Più di due. Uno che "va meglio per i giapponesi" e uno "più per i stranieri". Ovviamente insegnano prima quello per i giapponesi, che, almeno dal punto di vista delle lingue indo-europee, non ha alcun senso.
Nel sistema Hepburn, quello più usato, la sillaba "tsu" si pronuncia proprio così. Nel sistema insegnato nelle scuole, viene scritto "tu", per essere in linea con ta, te, to e ti. Peccato che in qualsiasi altra lingua, "tu" e "tsu" si pronunciano in modi completamente diversi. Uguale con "chi" contro "ti". Quindi insegnano ai ragazzi un sistema che trasforma "Chidori" in "Tidori" e "tsunami" in "tunami".
ecco ciò non ha senso.
ed è chiaro logicamente: uno parla cose che può anche leggere e scrivere... e se gli fai leggere una cosa che letta è comunque diversa da come si parla esce per forza male.
mi chiedo come mai non si perdano ore sulla pronuncia.
mi chiedo anche se. al di là della pronuncia, per loro la struttura della grammatica è facle difficile e comunque se sia "completamente altra" o una logica la riescon a trovare.
Beh, la struttura grammaticale è molto diversa. Per esempio, il giapponese non usa pronomi, non differenzia fra singolare e plurale, e pure l'ordine del soggetto, verbo e oggetto è diverso.
Mi chiedo quindi perchè queste cose non le insegnano? Io non posso non correggere una classe intera che dice "I like cat" - è completamente sbagliato e se non verranno corretti ora, continueranno a sbagliare in futuro. Ma se l'insegnante ancora non ha presentato il concetto della pluralità, cosa posso fare io?
C'è anche una ragione per cui la pronuncia non viene curata - non ci sono esami orali. Incredibile ma vero, l'unico esame che i ragazzi sosteniranno sarà un esame scritto.
ma il tuo incredibile ma vero applicalo anche alla scuola italiana senza farti troppi problemi comunque :\....
Mah oddio, nella mia scuola c'erano le interrogazioni d'inglese in inglese O_o
E anche alla maturità, eh, già che si parlava di esami (anche se suppongo che Richard parlasse di verifiche tout court piuttosto che della "grande prova finale", che magari manco c'è in Giappone)
Ah, ok, ovviamente ho messo dentro il liceo quando non c'entrava un fico secco: però anche alle medie le interrogazioni in inglese c'erano (semplici quanto vuoi ma c'erano) :|
Allora... ci sono dei "test" fatti dalla scuola, ma non è che sono molto seri. E molti dei ragazzi non riescono comunque a fare una frase intera senza errori.
Però no, l'esame di stato non prevede un esame orale. Quindi dove sta l'incentivo per imparare?