Filosofie Giapponesi

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Di recente ho notato che una cosa che ci hanno detto in un meeting mensile dei JET è vero (e già questo sarebbe un evento da celebrare in tutto il mondo). C'è una certa filosofia in giappone che governa molti aspetti della vita in questo paese. Credo che il nome ufficiale sia "Neo-Confucionismo". Io la chiamerei piuttosto "La Marche Futile". E chi capta il riferimento vince 10 punti.

Spiego: questa filosofia insegna che per ogni cosa nel mondo c'è una forma ideale, perfetta. Difficilmente però si riesce a raggiungerla - l'unico modo e fare pratica continualmente finchè non si raggiunge questa perfezione. Lo si vede nel Karate e nel Judo - ci sono diverse situazioni, lanci, mosse, quello che volete ("kata"). Quasi sempre nei dojo, quesse mosse vengono ripetute 10, 20, 50 volte a sessione - continualmente, finchè non si raggiunge la perfezione.

Io però non ho molta esperienza in questo campo. Un campo in cui ho esperienza però è quella dell'educazione. E - purtroppo - questa filosofia esiste anche a scuola. Siccome anche nella scuola c'è "il sapere perfetto", l'unico modo per raggiungerlo è imparare tutto a memoria. E ripetere. Ripetere finchè non ti ricordi tutto perfettamente.

Forse per cose come date va bene, ma quando ho ragazzi che provano a leggere quello che è scritto nel libro e confondono delle parole abbastanza facili, ecco che inizio a pensare... "ma non sarà che questi ragazzi non sanno leggere?". Ovviamente mi riferisco alla scrittura romana, non certo i kanji giapponesi. Però ho veramente paura che questi ragazzi abbiano solo imparato a memoria la forma delle parole - neanche le lettere, solo le parole intere. Ma vi sembra un buon modo di imparare, questo?

Lo stesso vale per ogni materia. Il sistema scolastico giapponese è osessionato con la perfezione negli esami. Per questo gli insegnanti "insegnano" il minimo necessario - uno perchè non c'è tempo per insegnare altro, due perchè "memorizzare" è più facile di "comprendere". Tu puoi dire "Hello! How are you?" a qualsiasi giapponese e quasi tutti risponderanno con "I'm fine, thank you. And you?" (Ciao! Come stai? / Bene, grazie. E tu?). Prova invece a dire "Hello! How are things today?" (Ciao! Come vanno le cose oggi?) e risponderanno in due maniere:
1) "Heeee?" - Non hanno capito una mazza, visto che è una frase che non hanno mai imparato a scuola.
2) "I'm fine thank you. And you?" - Hanno sentito le prime 3 parole e hanno pensato che invece hai chiesto "Come stai".

Questo perchè non imparano l'inglese, imparano ad aprire la bocca ed emettere suoni che possono essere capiti da quelli che parlano inglese. Per questo il mio lavoro da insegnate è spesso frustrante - proprio perchè il metodo d'insegnamento giapponese sarebbe considerato antidiluviano e totalmente inefficace in europa. E purtoppo insegnare i ragazzi coi metodi con cui ho imparato io è difficile perchè non sono abituati ad essere insegnati in questo modo.

Ecco spiegato quindi perchè i comici giapponesi fanno così cagare - perchè hanno una gag, che ripetono ogni settimana. E il pubblico ride. Seriamente. Il giappone è l'unico paese che conosco in cui più volte ripeti qualcosa, più diventa divertente.

Mi manca Zelig. :(

3 Comments

Ma lo sai che leggere i tuoi post dal Giappone diventa sempre più interessante?

Non fraintendermi, mi dispiace che ti manchi Zelig ( :P ), ma avere un punto di vista europeo (di cui fidarsi, posso aggiungere) in un mondo così diverso come l'impero del sole, riesce a comunicare molto di più su quella cultura di quanto potrebbe fare un'enciclopedia.

Sai, dovresti proprio raccogliere tutti i tuoi post, aggiungere qualche nota e pubblicarli.

Non so, ma scrivendolo nella giusta maniera sarebbe non poco utile agli europei che vogliono capire meglio l'estremo oriente.

Dunque, sapevo già in parte quel che hai scritto ma seriamente speravo che le cose fossero un po' cambiate negli ultimi vent'anni...

In fondo la modernizzazione del Giappone è un processo relativamente giovane, bisogna ancora che imparino come si esce dal medioevo. Intendiamoci: a livello economico e produttivo sono una delle maggiori potenze mondiali proprio per questo loro punto caratteristico: imparano a fare poche cose ma molto bene. Producono materiali di qualità a prezzi irrisori, fantastico.

Ma di letteratura, dico, di musica, di contributo al pensiero ed alla scienza... cosa danno? Siamo rimasti al Confucianesimo (che peraltro è una filosofia cinese e a dirla tutta anche un po' indiana). Sì, insomma. I giapponesi copiano bene. Si sa.

Grazie entrambi per i vostri commenti.

dream.x: I libri che parlano del giappone sono tanti, e questo tipo di argomento non me lo sto facendo solo io. Non voglio sembrare come mi faccia schifo questo paese, solo che è una differenza che noto e che non posso ignorare. Mi rendo conto che per i locali uno straniero che appare e inizia a dire "ma no, state facendo tutto nel modo sbagliato" non è una bella immagine, ma di questo ne voglio parlare un'altra volta: ho pronto un altro post che farò questa settimana o la prossima.

Morpheu5: Hai ragione, mi sembra proprio di stare nel medioevo, forse proprio perchè la maggior parte della gente non sa niente del mondo vero - un po' come gli americani, se volgiamo. Anche in europe c'è gente che non ha mai visto un altro paese, ma almeno da noi i viaggi sono più facili. Però, per dire: le case non hanno il riscaldamento. Siamo nel 2006! Una situazione simile non esiste da noi! E se devo essere sincero i telefonini non sono poi gran ché. Il mio Nokia 3650 di 3-4 anni fa più di praticamente tutti i cellulari disponibili ora.

Non credo di aver ancora capito bene questo paese. Dovro' scrivere più spesso, magari attraverso questo tipo di dialogo capirò prima o poi. :)

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