Febbraio 2006 Archives
Di recente ho notato che una cosa che ci hanno detto in un meeting mensile dei JET è vero (e già questo sarebbe un evento da celebrare in tutto il mondo). C'è una certa filosofia in giappone che governa molti aspetti della vita in questo paese. Credo che il nome ufficiale sia "Neo-Confucionismo". Io la chiamerei piuttosto "La Marche Futile". E chi capta il riferimento vince 10 punti.
Spiego: questa filosofia insegna che per ogni cosa nel mondo c'è una forma ideale, perfetta. Difficilmente però si riesce a raggiungerla - l'unico modo e fare pratica continualmente finchè non si raggiunge questa perfezione. Lo si vede nel Karate e nel Judo - ci sono diverse situazioni, lanci, mosse, quello che volete ("kata"). Quasi sempre nei dojo, quesse mosse vengono ripetute 10, 20, 50 volte a sessione - continualmente, finchè non si raggiunge la perfezione.
Io però non ho molta esperienza in questo campo. Un campo in cui ho esperienza però è quella dell'educazione. E - purtroppo - questa filosofia esiste anche a scuola. Siccome anche nella scuola c'è "il sapere perfetto", l'unico modo per raggiungerlo è imparare tutto a memoria. E ripetere. Ripetere finchè non ti ricordi tutto perfettamente.
Forse per cose come date va bene, ma quando ho ragazzi che provano a leggere quello che è scritto nel libro e confondono delle parole abbastanza facili, ecco che inizio a pensare... "ma non sarà che questi ragazzi non sanno leggere?". Ovviamente mi riferisco alla scrittura romana, non certo i kanji giapponesi. Però ho veramente paura che questi ragazzi abbiano solo imparato a memoria la forma delle parole - neanche le lettere, solo le parole intere. Ma vi sembra un buon modo di imparare, questo?
Lo stesso vale per ogni materia. Il sistema scolastico giapponese è osessionato con la perfezione negli esami. Per questo gli insegnanti "insegnano" il minimo necessario - uno perchè non c'è tempo per insegnare altro, due perchè "memorizzare" è più facile di "comprendere". Tu puoi dire "Hello! How are you?" a qualsiasi giapponese e quasi tutti risponderanno con "I'm fine, thank you. And you?" (Ciao! Come stai? / Bene, grazie. E tu?). Prova invece a dire "Hello! How are things today?" (Ciao! Come vanno le cose oggi?) e risponderanno in due maniere:
1) "Heeee?" - Non hanno capito una mazza, visto che è una frase che non hanno mai imparato a scuola.
2) "I'm fine thank you. And you?" - Hanno sentito le prime 3 parole e hanno pensato che invece hai chiesto "Come stai".
Questo perchè non imparano l'inglese, imparano ad aprire la bocca ed emettere suoni che possono essere capiti da quelli che parlano inglese. Per questo il mio lavoro da insegnate è spesso frustrante - proprio perchè il metodo d'insegnamento giapponese sarebbe considerato antidiluviano e totalmente inefficace in europa. E purtoppo insegnare i ragazzi coi metodi con cui ho imparato io è difficile perchè non sono abituati ad essere insegnati in questo modo.
Ecco spiegato quindi perchè i comici giapponesi fanno così cagare - perchè hanno una gag, che ripetono ogni settimana. E il pubblico ride. Seriamente. Il giappone è l'unico paese che conosco in cui più volte ripeti qualcosa, più diventa divertente.
Mi manca Zelig. :(
Le scuole giapponesi, come anche le case, sono abbastanza "open-plan". Nel senso che l'aria è quasi sempre libera a circolare, che i muri spesso non esistono e la scuola è come una unica, grande camera.
Veramente no, ma non mi sorprenderebbe se fosse così. Allora. Fuori fanno 0 gradi. Non ci sono porte nei corridoi. Ogni classe ha 2 porte scorrevoli. Tutti i ragazzi hanno un raffreddore. Tutti i ragazzi portano le loro giacche. Sono appena entrato in una camera in cui dobbiamo fare un esame. HANNO LASCIATO LE FINESTRE APERTE.
Non che chiudendole abbia molto effetto, visto che non c'è isolamento, ne riscaldamento.
Ma seriamente, sono veramente in un paese moderno?
Già da due settimane quando vado a scuola c'è bel tempo e verso le 3, quando devo tornare a casa, piove. Ma non solo quello, c'è pure vento. E questa maledetta pioggia, assieme al vento, è SEMPRE contro di me. Quindi arrivo a casa 10 minuti in ritardo, inzuppato fradicio e stanco morto.
Lo fai apposta, o cielo?
Finalmente! Dopo 6 anni di vita felice a Milano, vicino alle montagne, ad un passo dalla svizzera, ecco che finalmente sono andato a sciare!
Già, però in giappone, non certo in italia... -_-
Comunque. È difficile. Mi è parso molto difficile. Sulla neve "falsa" non era poi così male, ma sulla neve non riuscivo proprio a fermarmi. Ma per niente! La stessa tecnica che mi faceva capitare con la faccia per terra sull neve falsa non aveva alcun effetto sulla neve. Quindi sono caduto. Molte, MOTE volte.
Ahia.
Magari non aiutava che c'era ghiaccio sotto la neve, eh?
E caspita se qui in giappone sanno come eliminare ogni briciolo di divertimento dalle gite scolastiche. Ora vedo perchè così tanti ragazzi non ce la fanno e diventano Hikikomori o si suicidano... :(
Hiroshima è una città molto carina. Mi è piaciuta tantissima, e infatti il commento di Xythar, che ho incontrato lì, era "non mi disipiacerebbe vivere qui". E ha ragione, è tranquilla, ma con abbastanza cose da tenere l'attenzione a lungo tempo. Il museo sulla bomba atomica era ben fatto, e anche se quello che è successo è atroce, ora c'è un'aria di perdono e voglia di migliorare il mondo.
Xythar poi era molto simpatico, abbiamo visto insieme buona parte della città col suo amico Jonathan, e abbiamo anche avuto tempo per un paio di partite di IIDX, Pop'n Music e GuitarFreaks/DrumMania. :)
Le foto sono, come sempre, su Flickr!
E ora... domani parto con Tateishi per 2 giorni di sci!
Vado a Hiroshima questo weekend. Speriamo che un ulteriore cambio d'aria aiuti con l'inspirazione che in tempi recenti è diventata... insipida. :(


