Beh... che dire?
La mia prima settimana dalla parte opposta del mondo si è appena conclusa. Sono passati solo 7 giorni ma non me sono assolutamente accorto. Questo non necessariamente perchè mi sono divertito così tanto, ma piuttosto perchè ho l'orologio interno totalmente sballato. Siccome questo sarà un post alquanto lungo, cliccate sul link sotto per leggerlo tutto.
Allora, iniziamo con sabato scorso...
Il viaggio iniziò all'aeroporto di Heathrow a Londra. Subito all'entrata una marea di persone con la maglietta JET, pronti ad accogliere tutti i nuovi arrivati e dirigerli verso i vari banchi check-in. Fatta la fila per consegnare il bagaglio, procediamo verso l'area riservata. Inutile dire che ero strameganervoso, e gli ultimi momenti con la mia famiglia non hanno aiutato a rilassarmi... Passato il controllo passaporti, un ultimo saluto e un rush di ansia. Non li vedrò più per un anno.
Inutile raccontare minuto per minuto cos'è successo in sala d'attesa. Pensate alla cosa pù angosciante che potete immaginare. Moltiplicatelo per due e aggiungeteci anche un po'.
L'aereo non era un 747 ma un 777, capiente e pieno. A parte per il sedile accanto a me. Meglio, ho avuto un po' più di spazio per le gambe! Siccome l'aereo era della JAL, c'erano pure quei schermi dentro ai schienali del sedile davanti. La programmazione non era male, a parte i film ("Constantine"? "The Pacifier"?), i videogiochi erano... beh, semplici. Le radio abbastanza noiose, ma c'erano anche dei grafici che facevano vedere la posizione dell'aereo e pure una camera posta sull'eseriore dell'aereo per poter vedere il decollo, le nuvole, ecc. A dire il vero ho guardato solo due cose: Disney Channel e un quiz giapponese in cui rispondevano a varie informazioni inutili (si chiama "La fontana del Trivia", molto interessante).
Volo di 12 ore, ci sarà tempo per dormire, no? No. A parte la sedia scomoda, il cuscino minuscolo e il ronzio dell'aereo, qualcuno dietro continuava ad aprire la finestra con l'effetto di illuminare l'intera cabina di luce splendente. Quindi sono riuscito a dormire mezz'ora, e sono arrivato a Tokyo alle 4 del pomeriggio assolutamente distrutto.
Narita, l'aeroporto internazionale di Tokyo è molto piccolo. MOLTO piccolo. Era molto facile individuare le persone con le magliette arancioni con su scritto JET. Se c'è una sola cosa da dire sul programma JET, è che è tutto organizzato perfettamente. Usciamo dal terminal e... ODDIO CHE CALDO! Finalmente capisco il perchè della parola "mushiatsui" che i giapponesi usano per descrivere esclusivamente la loro estate. Caldo orrendo con umidità al 95%. Incredibile.
Purtroppo sul pullman mi sono addormentato, quindi la prima cosa che mi ricordo di Tokyo è l'expressway, una specie di tangenziale elevata che passa nel mezzo dei centri residenziali. Bello per vedere il panorama, ma immagina che rumore... Arrivati all'hotel, siamo subito spinti verso il banco registrazione (di nuovo, tutto organizzato alla perfezione), per prenderci la chiave. Trovo la mia camera, apro la porta e mi fiondo sul letto. Purtroppo non è ancora ora di dormire. Arriva il mio compagno di camera (va in prefettura di Fukuoka pure lui) e ci prepariamo per cena. Il nostro gruppo (eravamo tutti sullo stesso pullman) andiamo, guidato da un vecchio JET, verso il centro di Shinjuku, l'area "business" della città. Non credo che nessuno si rendeva ancora conto che si, eravamo a Tokyo. Le insegne luminose enormi, le scritte in kanji, hiragana e katakana, la massa di gente (tutti giapponesi)... tutto come avevamo visto in foto, ma eravamo tutti così stanchi che potevamo benissimo essere a Busto Garolfo.
Arriviamo in un tipico bar/ristorante giapponese, in cui dobbiamo toglierci le scarpe per sederci intorno al tavolo sul tatami. Il posto ci offre un menu "tutto quello che puoi bere e mangiare per 2 ore", un menu molto popolare e pieno di sushi, sashimi, pollo, insalata, wurstel e chi più ne ha più ne metta. Una cena molto ampia, insomma. Il sushi e il sashimi erano buoni, anche se detesto il wasabi che ci hanno messo dentro. Per chi non lo sapesse, il wasabi è una specie di salsa piccante (si, lo so che è un vegetale di qualche tipo ma ora non mi ricordo bene quale), che secondo me sa più di reagente chimico industriale che di altro.
Comunque. Il gruppo si divide dopo cena: quelli che vanno a karaoke, e quelli che tornano all'hotel (io e un'altra). Ricordatevi che il momento che sono tornato in hotel ero stato sveglio da più di 24 ore, e che iniziavo seriamente a cascare per terra.
I giorni seguenti sono passati velocemente. Svegliarsi la mattina, aprire le tende e vedere una marea di grattacieli più alti di quelli che avevi a casa aiuta a renderti conto che sei in un posto totalmente diverso... Purtroppo il nostro programma per le giornate era predeciso - andare a vari discorsi, lezioni, roba così. Solo dopo le 6 di sera eravamo liberi di fare quello che volevamo. Meno male che un buon amico di mio padre era a Tokyo per quel giorno ed è venuto a prendermi per portarmi in giro! Siamo andati a tre posti: Akihabara, la "città elettrica", Shinbashi (si, quella del file flash!), e Ueno. Akihabara... incredibile. Così tanta tecnologia, prezzi così bassi. Mi aveva avvertito che molta gente rimane "malata di Akihabara". Può diventare una specie di ossessione, insomma. Posso capire perchè...
Ovviamente non ho comprato niente, ma intanto abbiamo assaggiato delle polpette di polipo, e sono riuscito a vedere il banner di Beatmania IIDX Happy Sky, la nuova versione uscita da poco! :P
Ehm, scusate. Comunque. Shinbashi. Una parte vecchia della città. Siamo entrati in un centro commerciale mezzo chiuso, preso l'ascensore express fino all'ultimo piano (mi fischiavano le orecchie per la velocità), e all'ultimo piano abbiamo trovato un panorama stupendo. Tokyo di notte, in tutto il suo splendore. Si, ho foto. :P
La zona vicina a Ueno non è molto bella. Certi locali con collegamenti mafiosi, prostitute e gente ubriaca. Mi spieghò che voleva farmi vedere questa zona non solo perche' e' proprio il tipo di zona che eviterei se fossi da solo, ma anche perchè molti stranieri vengono e pensano "tutto molto bello, tutto perfetto", quando è evidente che non tutto è così. Il giappone è un paese con molti problemi, che purtroppo vengono ignorati dalla maggior parte della popolazione. Siamo entrati in un bar che frequenta spesso, un bar dalle dimensioni minuscole, ma con un ambiente davvero carino. Passiamo diverse ore a parlare con la propietaria, discutere in inglese e fare delle lezioni-prova (in inglese). Davvero simpatica. Ultima tappa per la notte: ramen-bar. Il ramen è una specie di piatto in cui hai dei spaghetti in una zuppa, assieme ad alcune verdure e carne. Squisito, credo che diverrà facilmente uno dei miei piatti preferiti!
Purtroppo è già mezzanotte passata, e quindi è ora di andare a dormire. Ci salutiamo all'hotel e così finisce un'altra giornata nella città al centro del mondo.
Nella prossima puntata... l'arrivo ad Ogori!


Salve Avvocato :D
La leggo con interesse... ;)
Busto Garolfo, eh?
E le foto, dove le hai messe? Linka, linka :)
Le foto non sono online ancora! Non ho ancora un computer, le metterò online appena me lo compro.
Comunque ciao! :P
Ehilà, Richard! Anch'io voglio vedere le foto... e anch'io vorrei essere in Giappone! :P
Andiamo tutti in Giappone a casa di Pkeruno *o*